DOVE C’E’ POVERTA’ NON C’E’ GIUSTIZIA!

pillole di volontariato in sudamerica

Il progetto del Ceprof “Poter studiare per poter vivere”

Pubblicato da Roberto Zanoni su agosto 28, 2010

Parallelamente alla “Casa de la Cultura-  Michele Mosna”, il Ceprof gestisce  un altro programma educativo chiamato “Poder estudiar para poder vivir” . Questo progetto ha la finalità sociale di sostenere economicamente gli studi tecnici o universitari di giovani promettenti e impegnati di Tablada de Lurin, che per le loro condizioni economiche rischiano di rinunciare alle proprie vocazioni professionali. “Estudiar para vivir”  investe nell’ individuo per la crescita dell’ intera collettività: i giovani che entrano a far parte del programma si impegnano  a mettere le conoscenze acquisite a disposizione della propria comunità . Ancora una volta, l’educazione come strumento per progettare una migliore qualità di vita nel futuro.

Maruja mi ha gentilmente passato le schede dei ragazzi che il Ceprof sta aiutando, evitando giustamente, per rispetto delle persone, di entrare in particolari a volte drammatici, delle loro vite.

Bertha Paucar Rojas
21 anni.
Centro di Studio: Istituto Superior SISE.
Carriera :  Disegno Grafico

Bertha  è una ragazza che è rimasta sola da quando aveva 7 anni, a questa età è stata portata a Lima per lavorare, Il tribunale, conosciuto il suo caso l’ha portata nel nostro hogar. Ha finito le medie a 18 anni, per due anni ha lavorato come babysiter, poi il progetto Berta degli amici italiani, come ben sapete… l’ha liberata da questa servitù. Dall’anno scorso ha desciso di studiare disegno grafico, la abbiamo iscritta da questo anno al Proggetto “Poter Studiare per poter Vivere” perche ha dimostrato capacità per quello che fa e molta disponibilità a collaborare con la Biblioteca Michele Mosna.

Jenifer Soto Juarez
18 anni.
Centro di Studio: Academia Fermin Tangüis.
Carriera :  Pre – Cadete

Jennifer è una ragazza che ha frequentato dall’inizio la Biblioteca Michele Mosna, è stata sempre disponibile ad aiutare gli altri bambini dei corsi inferiori. La sua situazione familiare di povertà non le permeteva di poter continuare gli studi superiori.  Lei vuole entrare alla scuola di Polizia del Peru e per poter farlo deve studiare una pre –scuola. Nei suoi tempi liberi viene a colaborare nella Biblioteca ed è molto contenta e riconoscente di partecipare nel progetto “Poter Studiare per Poter Vivere”

Krisna Flor Iparraguirre Ojeda
20 anni.
Centro di Studio: Istituto Superiore Tenologico San Ignacio de Monterrico SIDEM
Carriera : Informatica

Krisna e una ragazza che è cresciuta nel Hogar Padre Umberto Passina del Ceprof.
È stata appoggiata nel Progetto dal secondo anno e questo è l’ultimo anno che le manca per finire la carriera e cominciare a lavorare.
Lei ci aiuta con le bambine piu piccole dell’Hogar, è molto paziente e brava con loro.
Attualmente si sta preparando per ricevere il Titolo e finirà nel mese di Luglio 2010.

Sthif Johansson Callañaupa Ccapa
24 anni.
Centro di Studio: Università Nazionale San Marcos
Carriera : Medicina Umana

Sthif è  un ragazzo che nonostante la sua situazione familiare ed economica promette bene, avendo già superato l’esame di ammissione all’università  risultando terzo nella graduatoria. Quest’anno ha concluso il secondo anno di studi impegnandosi molto ed è particolarmente grato di far parte del  progetto Poter Studiare per poter Vivere.

Luisa Salinas Milian
17 anni.
Centro di Studio: Istituto  superiore “SISE”
Carriera :  Software e Sistemi

Luisa è una ragazza che è cresciuta nel Hogar Padre Umberto Pasina del CEPROF, è rimasta orfana dall’ età di 9 anni e portata a Lima dal Tribunale.
Ha studiato fino al 2008 e dal mese di agosto del 2009 studia nel Istituto superiore “Sise”. E’ molto brava al compiuter, ha fatto il volantino informativo del Ceprof e quest’anno stà collaborando nella attualizzazione della pagina Web del centro.

Claudio Oswaldo Condori Unchupaico
21 anni. Centro di Studio: Istituto Supriore Toulous- Lautrec
Carriera : Comunicazione Audiovisuale Multimedia

Claudio è un ragazzo che, nonostante la sua situazione familiare ed economica promette bene, ha già superato l’esame di ammissione all Istituto Supriore Toulous e ricevuto una lettera di congratulazione per le sue capacità .L’anno scorso insieme ad altri compagni ha fondato la Associazione AESEP che ha come obiettivo lavorare per l’ecologia e conservare il “medio ambiente”
Quest’anno inizia il primo anno di studi  di Comunicazione Audio visuale Multimedia e continuerà partecipando come Volontario nella Biblioteca Michele Mosna insegnado il laboratorio di Teatro.

Karla  Regina Ramírez Aguilar
24 anni.
Centro di Studio: Università San Martin de Porres
Carriera :  Psicologia

Karla è stata nel progetto dal 2005 e dopo aver finito gli studi di informatica in un Istituto Tenico ha avuto la possibilità di entrare  in Università per studiare Psicologia, la abbiamo accettata perché è molto disponibile e solidale con gli altri e ci aiuta con i bambini in biblioteca nei compiti di matematica.

Romulo Alexis Torres Quiroz
22 anni.
Centro di Studio: Universidad De Lima
Carriera :  Ingenieria Industriale

Sono un  giovane di 21 anni che fortunatamente sempre ho riportato i migliori voti nello studio, per questo motivo ho avuto la possibilitá di essere ammesso all’universitá di Lima ottenendo mezza borsa di studio.Quando conclusi  la scuola d’obbligo, non avevo la minima possibilitá economica e cosi ho cominciato a lavorare per un tempo con mio padre.Quest’anno ho conosciuto il Ceprof che mi ha offerto la possibilità di poter continuare gli studi grazie al Progetto “Poter Studiare per poter Vivere”
Da parte mia c’é l’impegno di retribuire questo aiuto insegnando Matematica ai bambini che assistono alla biblioteca Michele Mosna.

Yenifer Cecilia Arancibia Gutierrez
20 anni.
Centro di Studio: Istituto Superior SISE.
Carriera :  Contabile.

Yenifer è  una ragazza che da quando era a scuola assistiva alla Biblioteca  e aiutava i più piccoli nei compiti.
Sua madre è morta e vive con i nonni e altri due fratelli, loro non possono pagare gli studi perche sono poveri e tutti vivono con i soldi della pensione del nonno.


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Tablada Flash, momenti di vita quotidiana

Pubblicato da Roberto Zanoni su aprile 15, 2010

Alcuni degli episodi che hanno caratterizzato questi mesi, ringraziando sempre Daniela e Maruja, che ci permettono di vivere facendo parte di questa bella famiglia e lo Spirito Santo per il bene che fa quando i suoi figli lo aiutano…

Roberto
E’ venuto all’hogar piangendo, il papà rientra da casa ubriaco, lo picchia e vuole che venda droga… nel tentativo di salvarlo lo abbiamo portato in un collegio per bambini, speranza vana, dopo una settimana ce lo hanno portato indietro perchè cercava di scappare, gli mancavano gli amici, la vita senza regole a cui e’ abituato.
Fatta la pace (provvisoria) con il papà, ora, è alla mercede della calle: drogati e bandilleros. Se andiamo dal giudice per togliere la patria potestà al padre il giudice lo mette in un riformatorio e tornerà peggio di come è entrato…, in collegio non vuole stare… per fortuna viene alla biblioteca, è intelligente e cerca anche di aiutare gli altri bimbi nei compiti… e è sempre affamato…
Grazie a Luca,
ormai è un classico, questo bambino mi sorprende sempre, quando i genitori mi invitano a casa loro si priva di qualche soldino per ricordarmi di darlo ai bimbi che hanno bisogno, e anche quest’anno grazie ai tuoi soldini abbiamo fatto festa a roberto e ai suoi due amici con un buon pranzo…
Grazie ad anonimo
Vestito a nuovo Roberto e pranzo assicurato per tutto l’anno.

Maria e Julia
Maria è una bimba di 12 anni, ha finito la sua permanenza nell’hogar, ed  è tornata a casa, quando siamo andati a trovare la sua famiglia,  Julia, la sorella minore, tutta triste, non ci parlava… abbiamo scoperto che a scuola la maestra la picchia perché la mamma non ha da pagare 4 euro di debito… la maestra, denunciata , ha avuto un premio, e’ passata direttrice della scuola stessa.
Situazione insostenibile per Julia, le abbiamo promesso che le avremmo cambiato scuola, e così è stato.
Grazie a Ivana Baffi per la retta scolastica delle due sorelline.

Jessica, jackie, Josuè
vi ricordate la famiglia di Jessica a cui abbiamo costruito la casina perche’ dormivano in strada…
E’ la stessa famiglia a cui e’ mancato due anni fa il papa’, lo scorso anno e’ mancato anche kike, il ragazzo che si e’ impiccato… Josue’ l’ultimo figlio, il bimbo di 4 anni ha il corpicino tutto una piaga per essere caduto in una pentola di acqua bollente in casa… speriamo che le disgrazie finiscano, sembrano senza fine…

Seguiamo ad aiutare questa famiglia nel tentativo di farli sentire amati…

Jackie e’ la terza figlia… 9 denti le sono stati curati, la mamma non ci pensava lontanamente a portarla dal dentista, (i soldi, quando ci sono, servono per mangiare, non per curarsi) quando parlava si notava un dente tutto mangiato dalle carie, cosi’, dopo un controllo abbiamo scoperto che ne aveva ben 9 da sistemare e due da estrarre. Fortuna vuole che i denti siano stati presi in tempo, se non fosse stato cosi’ avrebbe avuto una bocca tutta da rifare…
Lei coraggiosa non ha mai gridato di dolore nonostante fosse la sua prima volta dal dentista e mi guardava dal lettino con due occhi come per dirmi… “e adesso cosa succede?”
Grazie alle zie che accolgono i bimbi nella casa per il pasto e il doposcuola
Grazie a Anonimo
per la cura dei dentini e per armadi e tavoli  che arredano un poco la casa della famiglia.

Milly
è una ragazza uscita anni fa dalla casa hogar, ora si trova madre di due figli, avuti da un delinquente che la picchia e la sfrutta… lei lavora e lui spende i suoi soldi per alcool e droga… vani i tentativi di persuaderla a denunciarlo e a stare nella casa rifugio offerta dalle zie, ha troppa paura di una vendetta…, qui non ci pensano due volte a fartela pagare, l’altro giorno una mamma ci ha fermati in strada, sua figlia stava con un delinquente, lei lo ha lasciato, lui le ha sparato, ora si trova temporaneamente in ospedale ma paralizzata per tutta la vita.

Kavin
altra bimba che era all’hogar, è stata trovata nuda che vagava nella tablada, drogata? psicolabile? sedotta? Ha fatto un gioco pericoloso con gli amici, un gioco dove si invocano gli spiriti?
La abbiamo soccorsa, negli ospedali vicini non l’hanno voluta, per fortuna la casa delle zie ha più di un rifugio nel cuore, ma c’è voluto l’intervento del prete per ritrovare un po’ di pace e serenita’, al contatto con l’olio santo si divincolava, sputava, diceva frasi …su Dio… ora è scappata. Preghiamo per lei.

Spari nella notte
A pochi metri dalle nostre case, due bande si fronteggiano, una è composta da circa 10 ragazzi, l’altra è più numerosa, saranno almeno 20. Urlano, si  lanciano sassi grandi come due pugni, ma quando la banda dei 10 tira fuori le pistole e sparano gli altri scappano… a 500 metri abbiamo un comando della polizia ma in questi casi chissà perché, non si vede mai un agente… per fortuna nessuno si trova nei paraggi.

Famiglia Chavez
Siamo stati a trovare questa famiglia con due figli handicappati, la mamma non può lavorare per accudirli, il papà ha quasi perso un occhio…
pensavamo di aiutarli a ricostruire la casa che attualmente è fatiscente, con pareti di legno marcio e il tutto a rischio demolizione per la collocazione delle fogne, ci siamo trovati di fronte a una famiglia indebitata per il resto della vita con la banca ma senza speranza di poter pagare il debito, con la prospettiva della  prigione. Dopo la comprensione del problema abbiamo trovato una soluzione, speriamo che siano fedeli a quanto abbiamo concordato…
Grazie ad anonimo 1 è stato possibile da parte del padre finire un lavoro che gli era stato commissionato da una scuola e ad altri aiuti che si verificheranno in seguito,… non sono più soli.

Grazie a anonimo, nella casa dei volontari mancavano una scrivania, un armadio e alcuni utensili…

Vicino di casa
Gli hanno scoperto una pleurite, i figli grandi sono disoccupati e non ha i soldi per far curare il padre, la moglie è anche lei ammalata, non vede da un occhio…
Grazie ad Anonimo, è stato possibile pagare le ultime fatture di gas, luce, acqua e eventuali cure per la malattia.

Grazie a Grazia
E’ stato possibile apportare alcune terapie alla mamma di gisella e ad alcuni ammalati ospiti delle suore di Madre Teresa

Maritza
Una bimba che era ospite all’hogar, i vicini di casa hanno iniziato a fare delle incursioni in casa sua, a distruggere vetri e suppellettili perchè vogliono che la famiglia di Maritza se ne vada altrove per lasciare la casa libera… le zie la stanno proteggendo, viene a pranzare da noi, e come si vede dalla foto ora è tranquilla e giocherelllona. La famiglia ora è stata denunciata, ma è difficile portare avanti le pratiche, ci vuole un avvocato e costa…

Il Mastino napoletano
Non solo i bimbi e le persone soffrono, ieri abbiamo trovato un mastino napoletano grande, tenero, accovacciato al lato di una casa, disidratato e affamato al punto da non riuscire ad alzare la testa… non si reggeva in piedi, non riusciva a camminare e come se non bastasse gli occhi tutti rossi non vedono… è cieco e nessuno che lo aiutava.
Allevato come riproduttore, una volta invecchiato è stato buttato in strada, dopo tanti anni di dedizione questa è stata la sua ricompensa.
Maruja lo ha subito curato, acqua, pane, carne, un bel lavaggio e già dopo un giorno si è rimesso in forze. La casa rifugio ormai ha un ospite in più e ora il cane quando sente la voce di Maruja scodinzola e le fa le feste…

Grazie ad anomini
Durante le feste di natale sono stati distribuiti cibi, dolci e regali ad alcune famiglie povere, torte per i vari compleanni, un aiuto solidale ad una persona che ha subito un furto e altri piccoli regali…

Partiti Stefano e Roberta, gli amici di bergamo
si sono fermati per una settimana a Lima, prima della Pasqua … tornati con gli occhi pieni di lacrime dopo aver conosciuto bimbi, bimbe e alcune famiglie… entusiasmo per iniziare nuovi progetti… voglia di ritornare e il cuore che batte forte…

E’ festa per la nonna della casa, Cilicia
Forse compie 85 anni, ma nessuno  sa la sua vera età… a volte fa impazzire con le sue manie, ma è talmente cara che tutti la circondiamo di affetto, auguri Cilicia e altri cento anni di festa con noi.

Scosse
Ormai sono abituato, ogni mese due o tre scosse sembrano far tremare la terra, fortunatamente fino ad oggi non è successo niente, ma sempre tanta paura per Stephany e Cilicia che non sono autonome…

Il segno della croce
E’ bello vedere i peruviani che si fanno il segno della croce quando passano davanti a una chiesa, noi abbiamo perso questo rispetto.

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Il progetto del Ceprof per un turismo solidale

Pubblicato da Roberto Zanoni su aprile 6, 2010

Ceprof è l’associazione dove svolgo volontariato a Lima dal 2008. Questa associazione è resa possibile dal cuore bello di Daniela e Maruja che da piu’ di 30 anni sono al servizio dei piu’ deboli in questa comunità con vari progetti; è notevole la mole di lavoro e lo sforzo quotidiano che queste due donne hanno fatto e continuano a fare in silenzio e amore, senza mai ricevere uno stipendio o altre remunerazioni (da più di 30 anni), tutti i progetti ad oggi sono stati resi possibili grazie a donazioni di enti o privati… e soprattutto grazie alla Divina Provvidenza, che non lascia mai sola i suoi figli quando trova delle anime che sono disposte a lavorare per Lei.
CEPROF GESTISCE DIVERSI PROGETTI A TABLADA DE LURIN:
- La casa della cultura (Biblioteca)
- La casa rifugio (ex Hogar Umberto Pasina)
- Poter studiare per poter vivere
- Terapie per disabili
- Aiuti alle famiglie
- Turismo solidale
- Volontariato

In questo post parliamo del Turismo Solidale.
Si chiama “Turismo solidale” perché i profitti vanno a beneficio delle popolazioni locali, perché con questo modo di viaggiare si evitano per quanto possibile i danni del turismo di massa in ambito sociale, ecologico, culturale.

Offriamo la possibilità di conoscere l’ “altra faccia” della capitale peruviana. Organizziamo tours per conoscere le realtà sociali e associative dei “pueblos jóvenes” (“Città giovani”) di Tablada de Lurín e Villa El Salvador, con la possibilità di entrare in contatto con la realtà storico-sociale piú recente del nostro paese.

All’interno della Tablada Il Ceprof ha una struttura di accoglienza semplice ma pulita e accogliente, offre la possibilita’ di alloggiare in camere doppie o multiple, alcune con bagno privato e tutte con acqua calda.

La qualita’ della cena e’ assicurata da Daniela, come non voler tornare dopo aver assaggiato la sua cucina frutto del suo mix peruano-italiano…

Siamo agganciati a agenzie turistiche che possono organizzare eventuali escursioni sia a Lima che all’interno del Peru’ per visitare i luoghi piu’ belli e caratteristici di questa bellissima terra:
Arequipa, Matchu Pichu, Nazca, i leoni marini delle isole Ballestas, la cordigliera delle Ande, la valle Sagrada, il lago Titicaca, il lago piu’ alto del mondo a 4000 metri…

Ultimo motivo ma non meno importante, quello di conoscere  il sorriso delle persone e dei bimbi che voi stessi avete aiutato, l’unico rischio e’ quello di lascare qui un po’ del vostro cuore… vi aspettiamo.

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Il progetto del Ceprof per i bambini di Tablada: “la casa della cultura”

Pubblicato da Roberto Zanoni su marzo 14, 2010

Ceprof è l’associazione dove svolgo volontariato a Lima dal 2008, questa associazione è resa possibile dal cuore bello di Daniela e Maruja che da piu’ di 30 anni sono al servizio dei piu’ deboli in questa comunità con vari progetti; è notevole la mole di lavoro e lo sforzo quotidiano che queste due donne hanno fatto e continuano a fare in silenzio e amore, senza mai ricevere uno stipendio o altre remunerazioni (da più di 30 anni), tutti i progetti ad oggi sono stati resi possibili grazie a donazioni di enti o privati… e soprattutto grazie alla Divina Provvidenza, che non lascia mai sola i suoi figli quando trova delle anime che sono disposte a lavorare per Lei.

CEPROF GESTISCE DIVERSI PROGETTI A TABLADA DE LURIN:

- La casa della cultura (Biblioteca)

- La casa rifugio (ex Hogar Umberto Pasina)

- Poter studiare per poter vivere

- Terapie per disabili

- Aiuti alle famiglie

- Turismo solidale

- Volontariato

In questo post si parla di uno di questi progetti: “La Casa della Cultura”, frequentata oggi da più di 2oo bambini dai 6 ai quindici anni provenienti dalle famiglie povere di Tablada, venire qui per questi bambini non significa solo trovare un posto dove poter studiare e essere educati ma anche un rifugio dalla droga, dalle bande che infestano il barrio, e spesso purtroppo da un padre violento, da una famiglia che non li accudisce


volontari e professori del Ceprof 2009

Cos’è la “Casa de la Cultura” ?

La “Casa de la Cultura – Michele Mosna” è una istituzione senza scopo di lucro che lavora per i bambini di Tablada de Lurin, uno dei quartieri del Cono- Sur di Lima.  Il suo obiettivo principale è offrire ai ragazzi della comunità un adeguato spazio di studio che sia di appoggio alla loro istruzione e nel quale possano disporre di tutta la bibliografia e del materiale necessario per integrare i loro apprendimenti.

Il CEPROF, Ong che lavora a Tablada dagli anni ottanta, promuove e gestisce la Casa della Cultura che aprì per la prima volta le sue porte l’8 marzo del 2004.

Un avvenimento che non sarebbe stato possibile senza l’ apporto disinteressato di persone e di enti differenti come la Provincia Autonoma di Trento e la collaborazione dei volontari che hanno lavorato e lavorano con l’ istituzione.

Oggi il progetto ha raggiunto un buon grado di sviluppo e la Casa della Cultura è una solida istituzione apprezzata in Tablada.

Di anno in anno sono sempre più i bambini che si avvicinano alle porte della biblioteca per iscriversi e di conseguenza ogni anno lo sforzo,  l’ entusiasmo e il lavoro acquisiscono più forza e più significato.

IL PROGETTO EDUCATIVO

Quando il luogo in cui oggi si trova la“Casa de la Cultura – Michele Mosna” era solo una tettoia inutilizzata e una promessa costituita da molte idee e buone intenzioni, il progetto aveva come primo obiettivo l’offerta di uno spazio alternativo di svago e ricreazione culturale per i bambini di Tablada de Lurin. La sua finalità sociale era principalmente ricreativa e protettiva e cioè quella di attrarre la popolazione giovane di Tablada de Lurin, la più fragile e vulnerabile della nostra società, per  tenerla lontana dall’ emarginazione e dai rischi sociali delle sue strade.

Tuttavia questa idea originale subì sensibili cambiamenti da quando grazie alla mediazione dell’operatore sociale Michele Mosna e della sua  Associazione  Harambeé, la Provincia Autonoma di Trento si offrì di finanziare economicamente questa iniziativa.

La responsabilità di formalizzare il progettò portò i membri del direttivo del Ceprof a concretizzare le loro idee e a definire gli obiettivi istituzionali.

Il risultato è stata  la fondazione della “Casa de la Cultura – Michele Mosna”: uno spazio culturale simile a una biblioteca, dove i più giovani di Tablada de Lurin possono venire per studiare e svolgere i compiti scolastici con un ampio appoggio materiale, bibliografico e umano.

Con questa iniziativa il Ceprof affronta le problematiche dei molti bambini della comunità che non possono contare sull’ appoggio e sull’ assistenza necessari per la realizzazione degli studi o per la formazione completa della personalità. Questo perchè i loro genitori o i tutori famigliari, per indigenza o analfabetismo, non danno la giusta importanza all’ educazione dei più piccoli.

Una deficienza educativa che spesso si accomuna a notevoli carenze del sistema educativo statale i cui programmi didattici non si adattano alle vere necessità degli alunni e si traducono in un tasso altissimo di assenteismo e fallimento scolastico.

Questo deficit educativo, nel momento più importante della crescita del bambino, non solo provoca danni irreparabili nello sviluppo umano e intellettuale dell’individuo ma comporta anche una negazione assoluta del futuro della società.

I bambini rappresentano il futuro di un paese, di una società, di un quartiere; sono l’  arma segreta di tutti quelli che sognano di cambiare il mondo. E l’istruzione, strumento capace di esprimere tutte le potenzialità di ogni bambino, è la base più solida, più affidabile per costruire un domani migliore del presente.

L’ equipe di lavoro della Casa della Cultura, formata da assistenti specializzati in insegnamento e da collaboratori volontari, molti dei quali provenienti da paesi stranieri, si incarica di gestire l’ aula della biblioteca, di assistere i bambini durante lo svolgimento dei compiti scolastici e di attivare i diversi laboratori formativi.

A differenza di una tradizionale istituzione scolastica, la Casa della Cultura cerca di offrire un servizio umano ai bambini, in buona parte individualizzato, orientato non solo allo sviluppo delle loro capacità intellettive ma anche alla loro formazione culturale, civica e affettiva.

La relazione fra educatori e studenti si sviluppa su un livello orizzontale che ridefinisce i ruoli del classico binomio educativo e non apprezza l’  imposizione delle dinamiche di autorità e di subordinazione. I bambini rivalutati come persone e come attori coinvolti nella propria educazione, si sentono a proprio agio, sono entusiasti e, per questo motivo, sono molto più ricettivi e predisposti all’apprendimento.

Dunque la Casa della Cultura non è una scuola con frequenza obbligatoria, ma un’ istituzione che appoggia, stimola e arricchisce la formazione didattica che i bambini della comunità ricevono in altri centri specializzati. Indipendenza, onestà e entusiasmo sono le tre qualità che consentono alla biblioteca di offrire un servizio straordinario, meno rigido e formale, più creativo e umano.

In questo ambizioso contesto la Casa della Cultura incoraggia .una serie di valori e di regole di comportamento che hanno l’ obiettivo di arricchire le potenzialità peculiari di ogni bambino sia come individuo sia come membro della comunità.

Il rispetto, la pulizia, la puntualità, l’ impegno, l’igiene personale…Questi sono alcuni fra i principi indispensabili all’ integrità e allo sviluppo sociale delle persone, ma molti bambini di Tablada de Lurin non li apprezzano, li rifiutano, o semplicemente ne ignorano il significato o l’esistenza.

Dall’anno 2006 la Casa della Cultura offre ai bambini la possibilità di frequentare diversi laboratori formativi che si svolgono in sede.


Come per tutte le altre attività, la frequenza ai laboratori è opzionale e gratuita. Gli unici requisiti richiesti al bambino sono la perseveranza, l’ impegno  e il comportamento rispettoso con l’ educatore e i compagni.

I laboratori, al di là  della mera divulgazione di contenuti teorici, sono una proposta di apprendimento attraverso il gioco. Perchè il metodo più semplice di educare un bambino è proporgli l’ insegnamento come un gioco semplice e divertente.

Dunque la Casa della Cultura è una istituzione culturale poliedrica che, privilegiando la formazione sociale e intellettuale dei bambini, mantiene quasi totalmente la visione protettiva e ricreativa del progetto originario.

La nostra biblioteca è uno spazio alternativo dove i bambini vengono senza altri obblighi che non siano la costanza e il rispetto. E sono contenti di frequentarla: in alcuni casi perchè si divertono, in altri perchè sono soddisfatti per il lavoro svolto, in altri ancora perchè per un momento si dimenticano della realtà che li aspetta oltre la porta.


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Tablada de Lurìn e Ceprof, una storia in comune

Pubblicato da Roberto Zanoni su febbraio 7, 2010

Ho pensato di mettere sul blog la storia di Tablada (una delle zone periferiche del sud di Lima) per darVi un’idea della identita’ territoriale e storica dove  viviamo, la  storia di Tablada e’ strettamente connessa a quella del CEPROF…

La vicenda della civilizzazione di Tablada risale all’ inizio del secolo XX quando un gruppo di agricoltori occupò grandi estensioni di terra per sviluppare tenute e fattorie famigliari.

Tablada era un luogo verde il cui particolare microclima permetteva che la vita si facesse strada nella terra ostile del deserto.

Questi primi coloni si unirono per sfruttare il suolo fertile di Tablada e fondarono la “Società dei coloni”. Nel 1918, l’ inaugurazione della linea ferroviaria Lima-Lurin i cui tragitti attraversavano l’attuale Av. Jorge Chavez e facilitavano la circolazione dei passeggeri e dei commercianti fra la capitale e Tablada de Lurin, favorì l’ originaria presa di possesso della terra.

Con lo sviluppo umano ed economico della zona, Tablada iniziò a suscitare una particolare attrazione presso le famiglie più facoltose della vecchia Lima, come spazio naturale idoneo per allontanarsi dallo stress, dalla moltitudine e dall’ inquinamento della città.

A partire dagli anni 40 Tablada si trasformò in zona di espansione e riposo per l’ alta società di Lima che iniziò il processo di urbanizzazione con la costruzione di numerose case di campagna, centri balneari e spazi privati di divertimento.

Tuttavia la realtà sociale e fisica di Tablada cambiò radicalmente alla fine degli anni 60, quando un fatto storico provocò il suo irreversibile e definitivo mutamento in territorio urbano e metropolitano: il colpo di stato, capitanato dal General Velasco Alvarado, e l’instaurazione in Perù del “Governo Rivoluzionario delle Forze Armate”. Il regime militare, marcatamente nazionalista e socialista, impose numerose riforme politiche ispirate ai valori e ai principi dell’ idealizzata giustizia sociale, come la “rivoluzionaria” Riforma del Sistema Agrario. “La terra appartiene a chi la abita” fu uno dei proclami populisti legittimati attraverso il decreto legge n. 177116, che entrò in vigore nel 1969 e la cui applicazione perseguiva esplicitamente due obiettivi: “l’eliminazione del latifondo, del minifondo e di tutte le forme antisociali di possesso della terra” e “l’instaurazione di imprese di produzione a carattere cooperativo su base contadina”.

La terra è di chi la abita

In Tablada tutti i terreni agricoli e di allevamento non abitati in forma permanente dai proprietari, furono espropriati dal governo. Questi possedimenti furono etichettati come latifondi o come seconde case e pertanto considerati una forma antisociale di possesso della terra. L’ espropriazione era legittimata.

Maruja e Gaby Villaizan, membri attuali del Ceprof, ricordano bene questo avvenimento: il loro nonno fu uno dei proprietari che dovette accettare l’espropriazione delle sue terre in Tablada da parte del governo rivoluzionario. Le sorelle Villaizan rimasero senza quel pezzo di terra dove, quando erano bimbe venivano a trascorrere il fine settimana. Nonostante tutto continuarono a venire a Tablada.

La progressiva espropriazione e democratizzazione delle terre da parte del governo militare di Alvares Velasco Alvarado, che coinvolse tutta la zona periferica di Lima, intensificò l’onda di migrazioni dalla capitale peruana fino alle aree periferiche.

L’aumento vertiginoso e incontrollato deI nuovi insediamenti, nella maggior parte dei casi autentiche invasioni che non avevano l’appoggio del governo, diede luogo alle attuali formazioni suburbane di Lima, i Pueblos Jovenes. Tablada accolse intense ondate migratorie che si organizzavano in differenti insediamenti umani formati intorno alla sua zona antica.

Questi nuovi abitanti erano famiglie che provenivano dalle regioni interne del Perù, brutalmente impoverite dal confronto quotidiano con un habitat duro e poco generoso con l’uomo e anche famiglie che fuggivano dalle pessime condizioni di vita della sovraffollata Lima .

In Tablada si sviluppò una variopinta e eterogenea comunità composta da famiglie di differente bagaglio culturale e provenienza territoriale, un Perù in miniatura. Condividevano però lo stesso obiettivo: la possibilità di costruirsi una nuova casa come punto di partenza e pilastro sociale per costruire un nuovo futuro.

Addomesticamento” del deserto

Gli anni successivi portarono ad un emozionante “addomesticamento” del deserto.

I colonizzatori che avevano costruito una casa di stuoie, legno o altro materiale povero, non disponevano di nessuna infrastruttura che coprisse le necessità basiche. Le condizioni di vita erano molto insufficienti, non c’era acqua potabile nè elettricità, le vie erano di sola terra e le strade non erano asfaltate, solo una linea di “micro” (bus) comunicava quotidianamente Tablada con Lima. I coloni si raggrupparono per affrontare i problemi, formarono collettivi di dibattito, organizzazione e autogestione. La necessità convertì Tablada in una comunità solida e coesa, la cui forza sociale era incrementata dalla fratellanza con altri distretti limitrofi, come Villa El Salvador, con i quali erano condivisi gli stessi obiettivi e necessità.

Durante quegli anni si organizzarono le “Marce del Sacrificio” durante le quali i manifestanti percorrendo circa 30 km, lasciavano il deserto e entravano in Lima per protestare davanti al Palazzo del Governo. Per queste manifestazioni si camminava anche 24 ore.

All’ inizio degli anni 70 Rosa Pajares conobbe Daniela Pronio con cui anni dopo lavorò nel Ceprof.

Mentre Daniela era arrivata a Lima per lavorare con un’ associazione religiosa, Rosa Pajares era uno dei tanti immigrati che dalle diverse zone del Perù erano arrivati a Tablada. Entrambe avevano deciso di partecipare allo sviluppo della comunità, sia per vocazione esistenziale che per senso di appartenenza a questa neonata realtà sociale. Da parte sua Maruja Villaizan, che frequentava studi magistrali all’ università, collaborava come volontaria nella parrocchia di San Francesco d’Assisi di Tablada. Lì, instaurò amicizia con Daniela e Rosa. L’ integrazione di Maruja nelle iniziative di sviluppo e nella lotta politica a favore del quartiere fu un processo progressivo e irreversibile il cui culmine fu il trasferimento della sua residenza fissa a Tablada all’ inizio degli anni 80.

Daniela si stabilì nel locale attiguo. In questa dinamica di attività cittadine, Maruja, insieme a altri quattro insegnanti, fondò nel 1985 la scuola privata Ciro Alegria, istituzione alternativa ai centri statali.

Col passare degli anni nelle vie di Tablada giunsero le infrastrutture: acqua potabile, fognature, illuminazione notturna nelle vie, strade asfaltate e migliorie nel trasporto pubblico. Case in mattone e cemento sostituivano quelle in stuoia. Tablada era riuscita con grande sforzo a urbanizzare il deserto.

Ma un nuovo avvenimento di rilevanza nazionale colpì con durezza la storia sociale e economica di Tablada de Lurin: il terrorismo che, arrivato dalle cime lontane delle Ande, precipitò con violenza sulle sue strade.

La dittatura del terrore

Alla fine degli anni 80, PCP – Sendero Luminoso, il gruppo sovversivo che aveva dichiarato la sua guerra popolare a tutto lo stato peruviano, si infiltrò nei Pueblos Jovenes del Cono-Sur di Lima dove iniziò un confronto diretto con il potere governativo e con i leader popolari.

Erano frequenti le violente rappresaglie dei terroristi contro coloro che si opponevano alle sue decisioni unilaterali, assassinii selettivi di autorità della comunità, incendi di bus pieni di passeggeri che si rifiutavano di rispettare i posti di blocco.

Sendero Luminoso tentava di controllare la popolazione dei distretti periferici di Lima strumentalizzando la paura, la violenza e l’ insicurezza.

Fu in quegli anni che Maruja abbandonò la scuola Ciro Alegria per disparità di opinioni politiche con i suoi compagni di lavoro.

Libera da responsabilità educative Maruja si dedicò al lavoro sociale con un altro strato dell’ universo sociale di Tablada: le donne.

La società peruana ha una cultura maschilista radicata, sviluppatasi principalmente nelle regioni interne del paese e rafforzata nelle comunità più povere dove la sottomissione e il maltrattamento fisico delle donne nell’ ambito domestico sono pratiche tacitamente tollerate.

Per affontare questa problematica Maruja con sua sorella Gabriela, si associò a Daniela Pronio e a Rosa Pajares per gestire un centro indipendente di appoggio, istruzione, e formazione laboratoriale per madri con gravi necessità sociali.

Questa associazione spontanea, le cui attività si realizzavano nella casa di Maruja e Daniela, offriva alle donne di Tablada uno spazio dove realizzare lavori manuali con un sistema di produzione mirato a introdurre manufatti nel mercato. L’ obiettivo era formare donne, imprenditrici e autosufficienti.

Allo stesso tempo l’associazione era un luogo comune dove le donne di Tablada trovavano protezione, consigli e una voce che rivendicasse i loro diritti.

In questo stesso contesto, fisico e ideologico nasce nel 1989 il Ceprof, centro di promozione famigliare. L’associazione acquisisce il titolo amministrativo di Ong, uno stato che garantisce una valida protezione statale e legislativa che mancava precedentemente.

Nel 1992, Sendero Luminoso dà un colpo violento al Cono-Sur di Lima con l’ assassinio di Maria Elena Morano, dirigente della municipalità di Villa El Salvador e forte leader popolare.

I sovversivi la giustiziarono con uno sparo in testa, in casa durante una festa, dove si erano riuniti amici e famigliari fra i cui due suoi figli. Sendero Luminoso aveva dichiarato apertamente guerra alle autorità locali e governative della periferia meridionale di Lima. Tablada fu dichiarata dal Governo Fujimori “zona rossa”. La popolazione di Tablada viveva uno stato permanente di vulnerabilità e insicurezza sia per lo stato d’assedio imposto dai terroristi sia per le sporadiche incursioni e arresti casuali da parte dello stato.

Il Ceprof cessò le sue attività, come gran parte delle associazioni presenti nella zona. Sendero Luminoso considerava nemici tutte le persone o enti sociali che intervenivano nella comunità in forma autonoma, estranea ai suoi principi e obiettivi strategici.

Maruja e Daniela che vivevano in uno stato di continua minaccia non scendevano in strada per paura. Sendero Luminoso era arrivato al punto di fermare la breve vita del Ceprof, il percorso lungo e impegnativo degli operatori sociali dei suoi 4 membri.

Progetti per il presente e il futuro

Nel 1993, alcuni mesi dopo la cattura di Abimael Guzman, ideologo e alto dirigente del gruppo sovversivo, Sendero Luminoso ritirò il suo esercito popolare da Tablada. Poco a poco la vita riprese il suo corso quotidiano nelle strade di quartiere, ancora carico di vecchi problemi interni e di necessita sociali liberato però dal terrore e dalla violenza armata.

Contemporaneamente il Ceprof tornò ad aprire le porte del suo centro, rivedendo le sue attività a favore della famiglia e iniziando un nuovo progetto sociale: “Hogar Padre Humberto Pasina”. Maruja e Daniela trasformarono la loro casa, ancora di forma indefinita, in un centro di accoglienza per bambine la cui integrità fisica e emotiva era gravemente a rischio, o che vivevano in stato di abbandono totale o parziale o vittime di maltrattamenti fisici nell’ambito famigliare.

Da allora il Ceprof ha accolto nel suo hogar circa un centinaio di bambine. Maruja e Daniela con la collaborazione di altri, hanno offerto loro un clima famigliare, un appoggio affettivo e psicologico individuale e la opportunità di ricevere un’ educazione scolastica di qualità per loro realizzazione integrale della loro personalità e del loro futuro.

Oggi il Ceprof è una realtà solida e riconosciuta in Tablada de Lurin, e oltre l’” Hogar Padre Humberto Pasina”, il Centro sta realizzando i progetti “Casa della Cultura” e “Studiare per vivere”, entrambi di stampo educativo e il Turismo Solidale, mezzo di autofinanziamento nonchè di conoscenza della realtà sociale della comunità.

Un insieme di iniziative che rafforzano lo sviluppo umano sociale e intellettuale dei più giovani di Tablada attraverso ridefiniti ambiti educativi e famigliari.

Il Ceprof propone strategie alternative per costruire le basi di un futuro di speranza per la comunità.

La storia di Tablada, di questo” popolo giovane” della periferia di Lima,con le sue cause pendenti contro il deserto e le sue caratteristiche sociali e domestiche, è appena iniziata.

E il Ceprof spera che sia lunga e ricca. Perchè la storia dell’ una dipende dall’ altra, perchè la storia di una non avrebbe senso senza l’altra.

Guerra civile peruviana

Durante gli anni 80 con la instaurazione della democrazia politica nel paese, sorsero due gruppi ideologici della la “sinistra rivoluzionaria” , che volevano imporre con le armi un nuovo ordine politico e sociale: PCP- Sendero Luminoso e il MRTA. Fu il decennio di gestazione, sviluppo e culmine del terrorismo peruano, con la diffusione progressiva della paura in tutta la società e il confronto continuo fra le forze militari e i gruppi sovversivi che arrivarono a livelli di crudeltà e morte paragonabili a quelli di una guerra civile.

I diritti umani furono sistematicamente violati dalle due fazioni che usavano violenza sia contro il nemico sia per inculcare nella società civile il senso di obbedienza per poter sopravvivere.

Una incontrollata violenza armata colpì, spaccò e fece tremare le fragili fondamenta di un paese che stava per esplodere.

Per chi vuole approfondire o vedere documenti interessanti su quest’epoca ecco un link:

http://www2.memoriaparalosderechoshumanos.org/apublicas/galeria/list_imagenes.php

Qui sotto invece ecco alcune foto di Tablada.


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Riflessioni…

Pubblicato da Roberto Zanoni su gennaio 27, 2010

Con alcuni volontari ci stiamo domandando come proseguire al meglio il nostro lavoro, alcune domande ci sorgono spontanee, abbiamo pensato di condividerle con voi, nella speranza che possiate aiutarci a trovare delle risposte…

1 – Come poter dare di piu’ (non solo in termini economici) nella nostra vita a chi piu’ ha bisogno.
2 – Cos’e’ che puo’ aiutare al meglio i bisognosi sulla terra.
3 – Come posso diventare piu’ responsabile verso chi soffre.

aspettiamo con fiducia le vostre riflessioni, potete inserirle direttamente sul blog nella sezione commenti oppure inviarmele per mail: roblibero@gmail.com

Queste sono i contributi arrivati, potete sempre inserirne di nuovi o commentarli…

da OSCAR
Credo che per il  volontario  sia ‘vitale’ esaminare periodicamente , senza ipocrisie, le motivazioni personali che ci spingono nel nostro ‘lavoro’:‘ senza ipocrisie’ perché ritengo primaria la sincerità con noi stessi.

Probabilmente, anzi sicuramente, osservandoci  interiormente ( per i credenti con l’aiuto di Gesù)  non troveremo soltanto delle motivazioni ‘pure’ ma anche egoistiche:

faccio il volontario per sentirmi ‘apposto’con me stesso?…

oppure perché non riesco a trovare la serenità nel mio intimo, una dimensione equilibrata dentro di me,  perciò mi proietto al di fuori di me per non ascoltarmi? (così anche il mio compito ne risentirebbe)

Se sono credente …  faccio del volontariato per sentirmi ‘apposto’ agli occhi di Dio? ( dimenticandomi che lui legge i cuori)…

se sono credente … quello che faccio lo compio per far conoscere me stesso oppure la bontà di Dio attraverso le mie ‘opere’?…

se sono credente … metto Dio al primo posto pregandolo che mi dia la forza di attuare un aiuto disinteressato?

Faccio il volontario perché scappo dalla mia famiglia e non calcolo che il vero volontariato inizia in essa?

Tante sarebbero ancora le riflessioni e  le domande che dovremmo porci, ma credo fermamente che se ogni giorno attuassimo un esame di coscienza profondo sulle motivazioni (motore della vita) che ci animano,  saremmo più responsabili, innanzitutto verso noi stessi, di conseguenza verso il prossimo, e più  riusciremo ad essere limpidi con noi stessi non avendo paura di affrontare i le nostre ‘pecore nere’ maggiormente riusciremo ad aiutare i bisognosi:  soprattutto l’ indigente per eccellenza, quello più dimenticato, cioè: ‘ NOI STESSI’ .

da Rosella
Sono domande legittime e anch’io me le pongo diverse
volte.  Personalmente  ogni volta che mi assale quel vuoto interiore e
mi sembra di non riuscire a trovare delle risposte soddisfacenti,
rivolgo il mio pensiero a Gesù, perchè solo nella preghiera e nella
meditazione sono in grado di comprendere meglio il cammino che devo
affrontare e le scelte da compiere.
Non dimenticare che tutto ciò che
facciamo non è per noi, ma è un suo volere; e voler bene ed aiutare
quotidianamente le persone, che ci stanno vicine, non è cosa da poco
(non tutti sono in grado di farlo senza aspettative e/o senza essere
riccontraccambiati).
Sappi che non dobbiamo sentirci responsabili verso
chi soffre, ma dobbiamo invece essere disponibili a trasmettere la
gioia che abbiamo nel cuore, spinti da quella forza meravigliosa, che
Gesù ci regala ogni giorno. E’ altresì importante diffondere la Sua
parola con le nostre azioni concrete, poichè molte volte l’esempio
della nostra vita vale più di 1000 parole…

da Ivana
Credo che un inizio sia la solidarietà, piccolo atto di chi non può, non riesce o non vuole essere fisicamente così vicino alle persone che soffrono o che sono bisognosi, indipendentemente dal tipo di bisogno.

La solidarietà è un sostegno a chi si impegna quotidianamente, aiuta a pensare che si sta aiutando qualcuno e richiede la fiducia di chi riceve l’aiuto.

Molte volte ho pensato quanto poco venga fatto da noi fortunati, ma non ho ancora trovato una soluzione equilibrata tra questa vita e le vite di chi vorrei aiutare.

Il mio cuore mi indirizza continuamente a mantenere una soglia alta nell’attenzione ai bisogni altrui e a non fare scelte che possano solo acquietare il mio bisogno di sentirmi “più buona”.

Vorrei fare più di ciò che faccio e anch’io mi chiedo come fare di più e meglio.
Ci sono persone che hanno scelto di vivere vicino agli ultimi, ai rifiutati dalla famiglia e ai poveri.

Io non sono così coraggiosa e cerco di incontrare gli altri in questo mondo con umiltà, ascolto e con tutto l’amore che posso dare.

Penso che l’unico vero modo di aiutare gli altri sia ascoltare il nostro cuore e mettere in atto ciò che ci viene indicato da esso, senza pensare che strafare sia sinonimo di donare.

Ci sono persone che riescono a creare progetti da sostenere, altri che li sostengono e basta…

da Nicoletta
La mia considerazione è questa : il mondo è pieno di situazioni disumane e tante persone hanno tanti bisogni, se si vuole aiutare tutti non è possibile.

Con la preghiera puoi arrivare i n tutto il mondo!

Ognuno fa quello che può e come può !

Nel grande e nel piccolo, nel vicino e nel lontano, nel tanto e nel poco!

Per esempio io vado in psichiatria da 19 anni come volontaria e attraverso una badante che ora è suora aiuto dei suoi parenti in eritrea dove muoiono per fame.

Come vedi ognuno ha il prorio cammino…

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L’unione non fa solo la casa…

Pubblicato da Roberto Zanoni su dicembre 22, 2009

Gesu’ bambino si rappresenta sempre in una culla tra paglia, bove  e asinello…  La vostra generosità ha trasformato la culla in una casina povera povera… ma robusta, resistente alle intemperie e  fonte di focolare domestico…
Essere più forti della crisi e delle paure che stanno attraversando il nostro pianeta…(ognuno secondo le sue possibilità e tutti con amore sincero), ha permesso di riunire la famiglia di Jessica sotto un tetto  e questo nonostante il preventivo iniziale di 5000 euro sia arrivato a 8000 per l’inclusione di lavori di falegnameria, idraulica, elettricista…  La famiglia di Jessica è stata duramente provata dal suicidio tragico di Kike, il figlio maggiore, una casa per loro in questo momento e’ come un’ancora e speriamo che la vita possa tornare a sorridere su questi volti

un sincero grazie a:

Anonimi: 1 – 2 – 3 – 4
Grazia Callegari
Claudio
Giovanni Cremonesi
Rosa Decandia
Antonella e Max

Marisa
Paola
Rossella Scotti
famiglia Tomasoni
Viviana Mazzocchi e zii
zio Mario
Bruna Canciani e la sua associazione
Associazione San Giovanni Battista



Grazie ancora a Angela che ha offerto la bicicletta a Daniela, la bambina colombiana, solo ora mi e’ arrivata la foto che pubblico volentieri.

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Grazie per la cucina nuova offerta a Daniela e Maruja da Battista Locati, nella foto la prima torta sfornata dal noto chef  ” Daniela”.

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Sembra che i bambini, soprattutto Gisella apprezzino, voi che ne dite?

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E’ stato un anno proficuo quello passato serenamente dalla famiglia a cui Antonella e Max avevano offerto l’alloggio, è stato un anno in cui il papà grazie alla serenità avuta è riuscito a prendere la patente e a trovare un lavoro, ora riuscirà a portare avanti lui le spese familiari.

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Sopra la mamma con due bimbi, sotto la famiglia ci apre la porta di casa… (nella foto manca il papà che fortunatamente è al lavoro…)

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Grazie a Mariella Zanoni, il giorno di Natale hai offerto il pranzo ai bimbi che vivono con noi nella casa di Daniela e Maruja e che non hanno famiglia…

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50 anni di rivoluzione, lettera aperta al Lider Maximo.

Pubblicato da Roberto Zanoni su ottobre 13, 2009

Sono passati cinquant’anni dalla rivoluzione e in questi giorni nella meravigliosa isola di Cuba sono molte le iniziative per ricordare  l’anniversario, non ultima quella che ha portato in piazza un milione di cubani per un concerto “rivoluzionario” a cui tra gli altri ha partecipato Giovanotti (amatissimo).

Questo popolo è straordinariamente vivo, brillante, creativo, ospitale, generoso… e l’isola da sempre ha creato passioni e forte emozioni in tutti.

L”ultima volta che la visitai fu nel 1993 e a mia meraviglia è cambiato molto.

Non intendo fare una analisi socio-economica o politica (non ne sarei capace), mi limito a riportare le mie impressioni e quelle dei cubani incontrati per caso, nelle calles o nei parchi…  che mi hanno confidato parole, espressioni, sentimenti…

Ho pochi ricordi della Cuba che visitai… le code per gli alimenti, le macchine stupende anni 50,  una fame imperante, i muri con i colori vecchi e scrostrati delle bellissime case coloniali… un tassista a cui era stato inflitto un anno di prigione perché trovato con in tasca qualche dollaro (allora era proibito ma era uno dei modi per cercare di sopravvivere)…

Oggi le uniche code che vedo sono quelle nelle gelaterie, le macchine degli anni 50 scorazzano a fianco di quelle piu’ moderne, la fame che persiste, ma, a sorpresa, non per tutti.

Vedo un ragazzo mostrare con vanto il suo ipod, viene da una buona famiglia, ho visitato famiglie con 2 frigoriferi in casa pieni di cibo, visto quartieri “bene” dove abitano i ricchi con ville sul mare che a noi farebbero solo invidia (a miramar per essere precisi).

A meraviglia non noto le sacche di povertà estrema tipica del sudamerica e qui i bambini sono tutti accuditi.

Tutti hanno diritto all’istruzione e alla sanità, non è cosa da poco, non conosco nessun altro paese dove qualsiasi operazione è gratuita (le medicine però si pagano… quando si trovano).

I cubani hanno tutti diritto ogni mese a 2,5 kg di riso, qualche kilo di zucchero e di fagioli e poco altro, la paga è di circa 10 / 11  euro al mese... tanto per il dottore come per l’ingegnere o lo spazzino…

Si riesce a sopravvivere mettendo nello stomaco un pasto al giorno (riso e fagioli, io una volta ci ho provato a mangiare solo a cena… ma stavo per svenire).

Una rete di solidarietà straordinaria viene in aiuto dai familiari residenti all’estero ma credetemi… è difficile cercare di capire come si possa vivere… eppure ce la fanno, da 50 anni ce la fanno e con una dignità estrema…

Perché un embargo che colpisce solo la popolazione e gli strati sociali più deboli? Non ha senso, i governanti non ne sono toccati.

Il latte, la carne, il formaggio… il popolo non può comprarlo e lo dicono con una tale umiltà e normalità che cuore e stomaco ti si stringono…; gli anziani sono i più colpiti, loro ricevono circa tre dollari al mese… ti chiedono sapone… una biro… qualsiasi cosa, non buttano niente…

Case decadenti, a la Habana in una zona un intero condominio è crollato… a Santiago da 3 anni il tifone ha distrutto case… e gli abitanti si domandano: “Perché al posto di costruire alberghi nuovi e lussuosi per i turisti non ci danno una casa, sono anni che aspettiamo.

Il sistema ha generato la stessa disuguaglianza del capitalismo: ricchi e poveri, la’ dove la rivoluzione è stata creata per dipanare le differenze sociali e creare più giustizia ha in realtà generato lo stesso mostro dei paesi occidentali…

Allora signor Presidente,
quanto può essere colpevole il tassista a cui era stato inflitto un anno di carcere per pochi dollari e quanto male possono fare i cubani che ancora oggi sono sottoposti alla dura legge che si applica per la compra-vendita al mercato nero senza il quale non potrebbero resistere?
Lei e il suo regime oltre che a togliere la libertà, non stanno tradendo lo spirito di uguaglianza e giustizia a cui la rivoluzione si era ispirata? E’ sotto gli occhi di tutti.

Provate a chiedere ai cubani: la rivoluzione è stata fatta per eliminare le disuguaglianze e allora perché queste differenze? … Impossibile trovare risposta, o si mettono a ridere con l’aria di … ma che favola mi stai raccontando? Oppure intenzionalmente parlano d’altro con risposte evasive… o sembrano lobotomizzati.

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Marzo News, Tablada

Pubblicato da Roberto Zanoni su marzo 25, 2009

Mese denso di accavallamenti sanitari, dottori, esami… purtroppo sono stato poco disponibile e a metà mese sono partito per il nord, devo uscire dal Perù perché mi scadono i novanta giorni di permanenza, andrò in Ecuador, il viaggio costa poco, sulla costa si può godere di un sole estivo tutto l’anno,… ma troverò altri cuori come quelli di Daniela e Maruja?

Pamela
Pamela è una bimba di 8 anni con gli occhi dolci, tristi… la troviamo che sta perdendo sangue dal naso, la cugina dice che è la terza volta in una settimana, chiamo subito Maruja e decidiamo di portarla a fare gli esami il giorno dopo. All’indomani oltre a noi, l’accompagna il padre… ci racconta che ha una moglie da cui è separato, hanno quattro bimbi e se li sono spartiti: tre vivono con la moglie, Pamela vive con lui, così Pamela non può più vedere la mamma e nemmeno i fratelli a cui è molto legata, la situazione familiare non lo permette… la mamma ha minacciato di morte il marito se solo si dovesse avvicinare alla casa…
Il  piccolo corpicino di Pamela ne risente, soffre, soffre anche perché vede il papà stare male, povera piccola… ha perso la gioia della vita… le mancano gli affetti più cari e deve anche sostenere il papà che con una certa incoscenza pensa solo al suo male, destino di questi piccoli adulti che accudiscono genitori non cresciuti…
Però siamo fortunati, scopriamo che ha solo una bronchite, temevamo la TBC di cui era affetto il papà, anche perché lei continua a tossire… al ritorno la copriamo di coperte per la notte, calzini e altri gadget… ma la vedo sorridere solo quando riceve un peluche rosa, il colore che predilige… e un nuovo amico inatteso.

Jessica e Jacki
Jessica e Jacki sono le due bimbe che Daniela e Maruja tenevano all’hogar lo scorso anno, quest’anno sono tornate dalla mamma, oggi siamo andati a trovarle.
Come si può raccontare la disperazione e la rassegnazione? Io ci provo, ma il silenzio di queste persone se non lo incontri non lo puoi sentire.
Vivono in sei, mamma e cinque figli nella rientranza della parete di un edificio, dietro un piccolo espositore di frutta, in pratica sulla strada… ho cercato con gli occhi almeno un materasso, ho solo visto uno strato di gommapiuma lurido e dimezzato…, dormono per terra.
Quando ci vedono arrivare capiamo che sono contente ma non le vedo sorridere, … mai. Magre, denutrite, a stento trattengo le lacrime quando si stringono a Maruja, Maruja, sempre così forte, non riesce a trattenersi e anche la mamma si sfoga improvvisamente in un pianto dirompente…
La mamma è improvvisamente rimasta vedova, vende su questa stessa strada frutta e verdura ma non è certo un posto dove si può guadagnare e anche la merce che espongono sembra fare da specchio alla loro miseria… c’è però una piccola, piccola, fortuna… sono proprietari di un pezzo di terreno su cui sorge una catapecchia, andiamo a visitarlo e ci rendiamo conto che è inabitabile, (anche se loro a volte ci vivono) assomiglia alla sede di quelli che erano una volta i rottamai, gli straccivendoli.
Prima di partire procuriamo torta, hamburger e li invitiamo a pranzo con tutti noi per la domenica, dovevate vedere la faccia di Josuè (il figlio più piccolo di cui vi parlerò dopo) divorare letteralmente il pollo con patate che aveva sotto gli occhi… troppo bello…, ma come dormire tranquilli sapendoli in quelle condizioni…

Questo mese grazie a
Mariella Zanoni
Torte di compleanno, pollo con patate per la famiglia di Jessica, regali, coperte…

Missione Jessica
Prima di partire per l’Ecuador, chiamiamo un ingegnere, costruire una casa, una casa semplice alla famiglia di Jessica non è e non deve essere impossibile, il preventivo dell’ingegnere, (uomo di fiducia da anni di Daniela e Maruja)… è di circa 5.000 euro, non è molto per una casa, ma per molti qui è impossibile; certo, non una casa con i nostri standard, non sarebbe neanche giusto in un posto dove tutti vivono in una certa maniera stravolgere tutto e creare delle differenze così forti, però una casa che rispetta i loro valori e che possa accogliere le speranze di questi cuori disperati e rassegnati, si.
Allora proviamo? lanciamo la missione Jessica.
Chi vuole può contattare direttamente Daniela e Maruja, oppure me. Sono stato autorizzato a mettere on line il conto dell’associazione intestato a Daniela, potete fare direttamente il versamento. E’ molto importante che la motivazione sia: Missione Jessica perchè è un conto su cui vanno soldi anche per altri progetti e se possibile avvisatemi, così riesco ad avere il polso della situazione… Ce la faremo?

Missione Josue
Il figlio più piccolo della mamma di Jessica quando aveva due anni, lasciato solo in casa, è caduto in un secchio di acqua bollente… oggi ha 4 anni e il suo corpicino specialmente dietro, dalle spalle in giù, è tutto una piaga.
C’e’ qualcuno che sà se si puo’ fare qualcosa in Italia o all’estero per riportare la sua pelle a una normalità? Il timore è che da grande possa rimanere così, come un mostro…

Chi è particolarmente sensibile eviti di guardare le fotografie, sono le ultime tre.
(inutile ricordarvi che chi vuole vedere le foto più in grande deve cliccare sull’immagine stessa).


il conto bancario per la missione Jessica
Banca Popolare di Marostica
intestato a: Daniela Promio
CODICE IBAN : IT34Y0557260790EE0960175297

ulteriori informazioni:
Daniela e Maruja
Jr. La Concordia 265, Tablada del Lurin
Zona Antigua, Lima 35 – Perù
Tel. 0051 1 295 1528
ceprof@speedy.com.pe

roberto
roblibero@gmail.com

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Febbraio news, Tablada

Pubblicato da Roberto Zanoni su febbraio 27, 2009

Un lunedi’ come tanti…
A 5 metri dalla nostra abitazione troviamo una bimba di 5 o 6 anni ustionata, sola, in mezzo alla strada che gioca con la bici… ustioni per meta’ del corpo, faccia… spalle e in alcune zone il colore della carne viva… Daniela e Maruja si attivano subito a cercare la famiglia e riescono – attraverso la parrocchia – grazie a un chirurgo a darle una assistenza sanitaria di primo soccorso…(qui non si sa mai quanto i genitori sono responsabili dei figli, in tutti i sensi, purtroppo), la bimba se prima era diffidente, ora chiama affettuosamente Maruja: tia (zia).

E’ arrivata all’improvviso, è la mamma di Gisella (la piu’ piccola delle bimbe), l’ha scaricata da un taxi un uomo ubriaco, lei è su una sedia a rotelle, non e’ autosufficiente ha bisogno di tutto… non ha niente…
i figli le hanno venduto la catapecchia dove abita… è sulla strada ora…, Daniela e Maruja non ce la fanno a sostenere questa emergenza, la donna ha bisogno di attenzioni ogni momento del giorno, per tutto… dai suoi bisogni al cibo… si riesce in estremis a trovare uno zio… per fortuna… ma… non le vogliono di certo bene.

Una bella notizia, Fanny, una delle ragazze ospiti ha trovato lavoro come baby sitter, con questi pochi soldi riuscira’ a pagarsi gli studi da cassiera… e chissà…. ha un talento per la fotografia…

Nelly, altra ragazza ospite, il medico ha diagnosticato una bella polmonite, probabilmente presa dal batterio della salmonella… dopo 4 giorni è già tornata al lavoro… qui se non sei produttivo ti ritrovi a casa senza lavoro da un giorno all’altro e nessuno ti può difendere…

Odissea della mutua per Gabi, (la professoressa, perno morale e spirituale della biblioteca) scendendo da un pulmino ha piegato il piede e il tendine d’achille si è staccato di netto, giorni di attesa nelle sale del pronto soccorso su una carrozzina perche’ non c’era un letto disponibile, tra pazienti moribondi  e no… con vane promesse di essere operata il giorno successivo… l’unica alternativa per potersi operare è  tirare fuori i soldi… una clinica privata… se la cavera’ con qualche mese di degenza…

Nella notte scontro tra bande, sirene della polizia… spari in piazza, a 2o metri da dove abbiamo le case, paura per Berta e Luisa, due ragazze della casa che tornano tardi dalla scuola…

un lunedi come tanti…

Venerdì 13
Joel è un bimbo di 13 anni che abita vicino a noi, è stato trovato che viveva in una gabbia a 8 anni, pieno di cacca, malnutrito, magro… mangiava come i cani, aveva la sua ciotola… e ringhiava se ti avvicinavi… lo aveva rinchiuso lì fin da piccolo la  mamma, perchè pensava che la sua venuta fosse una disgrazia di Dio in quanto handicappato… Daniela e Maruja appena l’hanno saputo, hanno minacciato di denunciare la famiglia se non avessero provveduto dignitosamente alla cura della sua persona e con il tempo… dietro le continue spiegazioni e consigli anche la mamma ha iniziato a volergli bene e a trattarlo come un figlio.
Come se tutte le disgrazie non bastassero… è quasi cieco, stamattina lo abbiamo portato in clinica per essere operato ad un occhio, che gioia, operazione riuscita ma che fatica tenerlo, voleva assolutamente strapparsi le bende dagli occhi e se fosse riuscito si sarebbe procurato gravi infezioni, la notte è stato necessario legarlo al letto… però ora è felice perchè per la prima volta inizia a distinguere colori… forme… a sostenersi quasi da solo… dopo una vita allo scuro… sembra quasi un altro, con il volto finalmente sereno… una piccola rinascita, grazie Dani e Maru…

Sabato 14, San Valentino
Vi ricordate il post sul natale a Lima?
Siamo tornati a visitare Maria e la sua famiglia… la mamma ha perso il lavoro, l’hanno licenziata, lavorava in una fabbrica di marmellata, tanto è il vapore che si sprigiona in questo luogo che il suo corpo non ce l’ha fatta, la protesi alla sua gamba non si concilia con l’umidità… è svenuta sul lavoro, risposta veloce della ditta… con la scusa della crisi generale,  l’hanno licenziata in tronco. Prendeva 2o euro alla settimana, con questi soldi manteneva la famiglia di 5 bambini… e ora?

Antonia
Ha finito i primi studi di infermiera e ha ottenuto l’attestato… è felice…
che occasione per una buona torta… per stimolarla a proseguire negli studi e nello stesso tempo  riconoscere la sua buona volontà… in regalo uno stetoscopio, un misuratore di pressione e un termostato digitale… chissà che inizi a guadagnare qualche soldino con le prime visite …

Martedì 17
Il cuore grande di Daniela e Maruja… Hanno portato a casa Maria, (la bimba cui la madre è stata licenziata…), resterà a vivere con noi… gioia nei suoi occhi al rientro all’hogar e torta per festeggiarla… siamo tutti felici.
Nel frattempo Daniela e Maruja hanno messo a disposizione della famiglia un locale dove possono vivere + decentemente e saranno vicini a noi, la famiglia resta unita e speriamo che la mamma possa trovare un posto di lavoro… All’occorrenza gli occhi vigili e il cuore attento di Daniela e Maruja sapranno soccorrere questa famiglia… Dio solo sa quante energie, tempo, cure e disponibilità queste due donne mettono a favore dei più poveri di questa zona… e da quando sono qui non le ho mai sentite chiedere niente a nessuno…
Ma tutto si rivela inutile, purtroppo la famiglia decide di non trasferirsi per paura che qualcuno si possa impadronire della casa vuota…

Chincha e la tazza gialla
Chincha è la simpatica nonnina che Daniela e Maruja ospitano in casa, ha circa 90 anni, il volto solcato da innumerevoli rughe che sottolineano la sua bontà, chissà quanto ha visto questa donna… è la mascotte del gruppo…, impossibile non volerle bene, quando si parla con lei sempre si sorride…
Ieri stavo bevendo la solita tisana in una tazza di ceramica gialla, una tazza comune comprata al supermercato, lei la vede e mi dice: “anche io avevo una tazza proprio come questa, dello stesso colore, poi mi si è rotta…”, avevo capito che le piaceva, finito di bere lavo la tazza e la metto nelle sue mani, all’inizio mi guarda un pò stupita e poi mi dice: ” la terrò per tutta la vita, fino a quando morirò”… trattengo a stento due lacrimoni…, ci avviamo sulla via per andare a pranzo da Daniela e Maruja, Chincha nel cammino, nasconde nelle mani la tazza gialla… ha paura che glie la rubino…

Emanuele
Emanuele, caro amico e volontario con me a Lima,  ha un suo blog e in questi giorni ha pubblicato un post interessante sulla sua esperienza, lo trovate su:

http://www.perunalira.blogspot.com/

In questo mese grazie a:

Carla Zanoni
grazie zia, ho potuto comprare delle torte per i compleanni e per il ritorno di Maria; lo stetoscopio, il misuratore di pressione e il termometro digitale ad Antonia; alcuni spray difensivi per le ragazze che rientrano tardi, in caso di aggressione… sperando che non ce ne sia mai bisogno; ho portato in una giornata di sole le ragazze al parco e la sera cena con antichuco; un aiuto alla famiglia di Maria che in questo momento ne ha davvero bisogno.

Anonimo
Nelly compie gli anni, ha sempre avuto la passione per il cinema e il giornalismo, ma qui se non sei protetto o hai conoscenze… già è difficile studiare… così le ho regalato una videocamera, visibilmente emozionata Nelly… credo che sia stato il regalo più bello della sua vita.

Battista Locati
Come al solito il tuo cuore non fa calcoli e appena c’è un bisogno veloce come il lampo…
grazie Batt… possiamo comprare la cucina nuova alle zie, quella vecchia ormai sta tirando gli ultimi… puoi immaginare le torte e le pizze che potrà sfornare Daniela alle bimbe, ai turisti, agli ospiti e a noi volontari… (qui ogni tanto alcuni turisti si fermano per alloggiare qualche notte… visitano il posto e in questo modo aiutano a sostenere le spese della biblioteca).
Purtroppo dovremo aspettare muratori e idraulici per poter fare tutto… con tempi sudamericani…

Grazie ad alcuni impiegati del Credito Bergamasco di Piazza S. Anna
Anche loro hanno contribuito alle spese per la cucina che con lo spostamento della stessa in un locale adeguato si stanno rilevando più onerose… grazie grazie grazie…

Grazie a Silvia Pennacchio
Anche da lontano ti faccio disperare,… era arrivato il muratore e tu nonostante la febbre e tra un vomito e l’altro sei riuscita a darci una chiara idea di come impostare il lavoro.

Appena sarà pronta la nuova cucina, metterò online le foto.

Grazie a tutti
Per il sostegno che mi date, mi ritengo molto fortunato…  poter scegliere di fare questa vita, ma anche egoista, un sano egoista, come direbbe qualcuno, in fondo lo faccio perché mi piace, perché sono sereno e perché per me è più facile scoprire il volto di Gesù nei volti e nei cuori delle persone che qui incontro.

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