Ho pensato di mettere sul blog la storia di Tablada (una delle zone periferiche del sud di Lima) per darVi un’idea della identita’ territoriale e storica dove viviamo, la storia di Tablada e’ strettamente connessa a quella del CEPROF…
La vicenda della civilizzazione di Tablada risale all’ inizio del secolo XX quando un gruppo di agricoltori occupò grandi estensioni di terra per sviluppare tenute e fattorie famigliari.
Tablada era un luogo verde il cui particolare microclima permetteva che la vita si facesse strada nella terra ostile del deserto.
Questi primi coloni si unirono per sfruttare il suolo fertile di Tablada e fondarono la “Società dei coloni”. Nel 1918, l’ inaugurazione della linea ferroviaria Lima-Lurin i cui tragitti attraversavano l’attuale Av. Jorge Chavez e facilitavano la circolazione dei passeggeri e dei commercianti fra la capitale e Tablada de Lurin, favorì l’ originaria presa di possesso della terra.
Con lo sviluppo umano ed economico della zona, Tablada iniziò a suscitare una particolare attrazione presso le famiglie più facoltose della vecchia Lima, come spazio naturale idoneo per allontanarsi dallo stress, dalla moltitudine e dall’ inquinamento della città.
A partire dagli anni 40 Tablada si trasformò in zona di espansione e riposo per l’ alta società di Lima che iniziò il processo di urbanizzazione con la costruzione di numerose case di campagna, centri balneari e spazi privati di divertimento.
Tuttavia la realtà sociale e fisica di Tablada cambiò radicalmente alla fine degli anni 60, quando un fatto storico provocò il suo irreversibile e definitivo mutamento in territorio urbano e metropolitano: il colpo di stato, capitanato dal General Velasco Alvarado, e l’instaurazione in Perù del “Governo Rivoluzionario delle Forze Armate”. Il regime militare, marcatamente nazionalista e socialista, impose numerose riforme politiche ispirate ai valori e ai principi dell’ idealizzata giustizia sociale, come la “rivoluzionaria” Riforma del Sistema Agrario. “La terra appartiene a chi la abita” fu uno dei proclami populisti legittimati attraverso il decreto legge n. 177116, che entrò in vigore nel 1969 e la cui applicazione perseguiva esplicitamente due obiettivi: “l’eliminazione del latifondo, del minifondo e di tutte le forme antisociali di possesso della terra” e “l’instaurazione di imprese di produzione a carattere cooperativo su base contadina”.
La terra è di chi la abita
In Tablada tutti i terreni agricoli e di allevamento non abitati in forma permanente dai proprietari, furono espropriati dal governo. Questi possedimenti furono etichettati come latifondi o come seconde case e pertanto considerati una forma antisociale di possesso della terra. L’ espropriazione era legittimata.
Maruja e Gaby Villaizan, membri attuali del Ceprof, ricordano bene questo avvenimento: il loro nonno fu uno dei proprietari che dovette accettare l’espropriazione delle sue terre in Tablada da parte del governo rivoluzionario. Le sorelle Villaizan rimasero senza quel pezzo di terra dove, quando erano bimbe venivano a trascorrere il fine settimana. Nonostante tutto continuarono a venire a Tablada.
La progressiva espropriazione e democratizzazione delle terre da parte del governo militare di Alvares Velasco Alvarado, che coinvolse tutta la zona periferica di Lima, intensificò l’onda di migrazioni dalla capitale peruana fino alle aree periferiche.
L’aumento vertiginoso e incontrollato deI nuovi insediamenti, nella maggior parte dei casi autentiche invasioni che non avevano l’appoggio del governo, diede luogo alle attuali formazioni suburbane di Lima, i Pueblos Jovenes. Tablada accolse intense ondate migratorie che si organizzavano in differenti insediamenti umani formati intorno alla sua zona antica.
Questi nuovi abitanti erano famiglie che provenivano dalle regioni interne del Perù, brutalmente impoverite dal confronto quotidiano con un habitat duro e poco generoso con l’uomo e anche famiglie che fuggivano dalle pessime condizioni di vita della sovraffollata Lima .
In Tablada si sviluppò una variopinta e eterogenea comunità composta da famiglie di differente bagaglio culturale e provenienza territoriale, un Perù in miniatura. Condividevano però lo stesso obiettivo: la possibilità di costruirsi una nuova casa come punto di partenza e pilastro sociale per costruire un nuovo futuro.
“Addomesticamento” del deserto
Gli anni successivi portarono ad un emozionante “addomesticamento” del deserto.
I colonizzatori che avevano costruito una casa di stuoie, legno o altro materiale povero, non disponevano di nessuna infrastruttura che coprisse le necessità basiche. Le condizioni di vita erano molto insufficienti, non c’era acqua potabile nè elettricità, le vie erano di sola terra e le strade non erano asfaltate, solo una linea di “micro” (bus) comunicava quotidianamente Tablada con Lima. I coloni si raggrupparono per affrontare i problemi, formarono collettivi di dibattito, organizzazione e autogestione. La necessità convertì Tablada in una comunità solida e coesa, la cui forza sociale era incrementata dalla fratellanza con altri distretti limitrofi, come Villa El Salvador, con i quali erano condivisi gli stessi obiettivi e necessità.
Durante quegli anni si organizzarono le “Marce del Sacrificio” durante le quali i manifestanti percorrendo circa 30 km, lasciavano il deserto e entravano in Lima per protestare davanti al Palazzo del Governo. Per queste manifestazioni si camminava anche 24 ore.
All’ inizio degli anni 70 Rosa Pajares conobbe Daniela Pronio con cui anni dopo lavorò nel Ceprof.
Mentre Daniela era arrivata a Lima per lavorare con un’ associazione religiosa, Rosa Pajares era uno dei tanti immigrati che dalle diverse zone del Perù erano arrivati a Tablada. Entrambe avevano deciso di partecipare allo sviluppo della comunità, sia per vocazione esistenziale che per senso di appartenenza a questa neonata realtà sociale. Da parte sua Maruja Villaizan, che frequentava studi magistrali all’ università, collaborava come volontaria nella parrocchia di San Francesco d’Assisi di Tablada. Lì, instaurò amicizia con Daniela e Rosa. L’ integrazione di Maruja nelle iniziative di sviluppo e nella lotta politica a favore del quartiere fu un processo progressivo e irreversibile il cui culmine fu il trasferimento della sua residenza fissa a Tablada all’ inizio degli anni 80.
Daniela si stabilì nel locale attiguo. In questa dinamica di attività cittadine, Maruja, insieme a altri quattro insegnanti, fondò nel 1985 la scuola privata Ciro Alegria, istituzione alternativa ai centri statali.
Col passare degli anni nelle vie di Tablada giunsero le infrastrutture: acqua potabile, fognature, illuminazione notturna nelle vie, strade asfaltate e migliorie nel trasporto pubblico. Case in mattone e cemento sostituivano quelle in stuoia. Tablada era riuscita con grande sforzo a urbanizzare il deserto.
Ma un nuovo avvenimento di rilevanza nazionale colpì con durezza la storia sociale e economica di Tablada de Lurin: il terrorismo che, arrivato dalle cime lontane delle Ande, precipitò con violenza sulle sue strade.
La dittatura del terrore
Alla fine degli anni 80, PCP – Sendero Luminoso, il gruppo sovversivo che aveva dichiarato la sua guerra popolare a tutto lo stato peruviano, si infiltrò nei Pueblos Jovenes del Cono-Sur di Lima dove iniziò un confronto diretto con il potere governativo e con i leader popolari.
Erano frequenti le violente rappresaglie dei terroristi contro coloro che si opponevano alle sue decisioni unilaterali, assassinii selettivi di autorità della comunità, incendi di bus pieni di passeggeri che si rifiutavano di rispettare i posti di blocco.
Sendero Luminoso tentava di controllare la popolazione dei distretti periferici di Lima strumentalizzando la paura, la violenza e l’ insicurezza.
Fu in quegli anni che Maruja abbandonò la scuola Ciro Alegria per disparità di opinioni politiche con i suoi compagni di lavoro.
Libera da responsabilità educative Maruja si dedicò al lavoro sociale con un altro strato dell’ universo sociale di Tablada: le donne.
La società peruana ha una cultura maschilista radicata, sviluppatasi principalmente nelle regioni interne del paese e rafforzata nelle comunità più povere dove la sottomissione e il maltrattamento fisico delle donne nell’ ambito domestico sono pratiche tacitamente tollerate.
Per affontare questa problematica Maruja con sua sorella Gabriela, si associò a Daniela Pronio e a Rosa Pajares per gestire un centro indipendente di appoggio, istruzione, e formazione laboratoriale per madri con gravi necessità sociali.
Questa associazione spontanea, le cui attività si realizzavano nella casa di Maruja e Daniela, offriva alle donne di Tablada uno spazio dove realizzare lavori manuali con un sistema di produzione mirato a introdurre manufatti nel mercato. L’ obiettivo era formare donne, imprenditrici e autosufficienti.
Allo stesso tempo l’associazione era un luogo comune dove le donne di Tablada trovavano protezione, consigli e una voce che rivendicasse i loro diritti.
In questo stesso contesto, fisico e ideologico nasce nel 1989 il Ceprof, centro di promozione famigliare. L’associazione acquisisce il titolo amministrativo di Ong, uno stato che garantisce una valida protezione statale e legislativa che mancava precedentemente.
Nel 1992, Sendero Luminoso dà un colpo violento al Cono-Sur di Lima con l’ assassinio di Maria Elena Morano, dirigente della municipalità di Villa El Salvador e forte leader popolare.
I sovversivi la giustiziarono con uno sparo in testa, in casa durante una festa, dove si erano riuniti amici e famigliari fra i cui due suoi figli. Sendero Luminoso aveva dichiarato apertamente guerra alle autorità locali e governative della periferia meridionale di Lima. Tablada fu dichiarata dal Governo Fujimori “zona rossa”. La popolazione di Tablada viveva uno stato permanente di vulnerabilità e insicurezza sia per lo stato d’assedio imposto dai terroristi sia per le sporadiche incursioni e arresti casuali da parte dello stato.
Il Ceprof cessò le sue attività, come gran parte delle associazioni presenti nella zona. Sendero Luminoso considerava nemici tutte le persone o enti sociali che intervenivano nella comunità in forma autonoma, estranea ai suoi principi e obiettivi strategici.
Maruja e Daniela che vivevano in uno stato di continua minaccia non scendevano in strada per paura. Sendero Luminoso era arrivato al punto di fermare la breve vita del Ceprof, il percorso lungo e impegnativo degli operatori sociali dei suoi 4 membri.
Progetti per il presente e il futuro
Nel 1993, alcuni mesi dopo la cattura di Abimael Guzman, ideologo e alto dirigente del gruppo sovversivo, Sendero Luminoso ritirò il suo esercito popolare da Tablada. Poco a poco la vita riprese il suo corso quotidiano nelle strade di quartiere, ancora carico di vecchi problemi interni e di necessita sociali liberato però dal terrore e dalla violenza armata.
Contemporaneamente il Ceprof tornò ad aprire le porte del suo centro, rivedendo le sue attività a favore della famiglia e iniziando un nuovo progetto sociale: “Hogar Padre Humberto Pasina”. Maruja e Daniela trasformarono la loro casa, ancora di forma indefinita, in un centro di accoglienza per bambine la cui integrità fisica e emotiva era gravemente a rischio, o che vivevano in stato di abbandono totale o parziale o vittime di maltrattamenti fisici nell’ambito famigliare.
Da allora il Ceprof ha accolto nel suo hogar circa un centinaio di bambine. Maruja e Daniela con la collaborazione di altri, hanno offerto loro un clima famigliare, un appoggio affettivo e psicologico individuale e la opportunità di ricevere un’ educazione scolastica di qualità per loro realizzazione integrale della loro personalità e del loro futuro.
Oggi il Ceprof è una realtà solida e riconosciuta in Tablada de Lurin, e oltre l’” Hogar Padre Humberto Pasina”, il Centro sta realizzando i progetti “Casa della Cultura” e “Studiare per vivere”, entrambi di stampo educativo e il Turismo Solidale, mezzo di autofinanziamento nonchè di conoscenza della realtà sociale della comunità.
Un insieme di iniziative che rafforzano lo sviluppo umano sociale e intellettuale dei più giovani di Tablada attraverso ridefiniti ambiti educativi e famigliari.
Il Ceprof propone strategie alternative per costruire le basi di un futuro di speranza per la comunità.
La storia di Tablada, di questo” popolo giovane” della periferia di Lima,con le sue cause pendenti contro il deserto e le sue caratteristiche sociali e domestiche, è appena iniziata.
E il Ceprof spera che sia lunga e ricca. Perchè la storia dell’ una dipende dall’ altra, perchè la storia di una non avrebbe senso senza l’altra.
Guerra civile peruviana
Durante gli anni 80 con la instaurazione della democrazia politica nel paese, sorsero due gruppi ideologici della la “sinistra rivoluzionaria” , che volevano imporre con le armi un nuovo ordine politico e sociale: PCP- Sendero Luminoso e il MRTA. Fu il decennio di gestazione, sviluppo e culmine del terrorismo peruano, con la diffusione progressiva della paura in tutta la società e il confronto continuo fra le forze militari e i gruppi sovversivi che arrivarono a livelli di crudeltà e morte paragonabili a quelli di una guerra civile.
I diritti umani furono sistematicamente violati dalle due fazioni che usavano violenza sia contro il nemico sia per inculcare nella società civile il senso di obbedienza per poter sopravvivere.
Una incontrollata violenza armata colpì, spaccò e fece tremare le fragili fondamenta di un paese che stava per esplodere.
Per chi vuole approfondire o vedere documenti interessanti su quest’epoca ecco un link:
http://www2.memoriaparalosderechoshumanos.org/apublicas/galeria/list_imagenes.php
Qui sotto invece ecco alcune foto di Tablada.