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pillole di volontariato in sudamerica

Marzo News, Tablada

Pubblicato da Roberto Zanoni su marzo 25, 2009

Mese denso di accavallamenti sanitari, dottori, esami… purtroppo sono stato poco disponibile e a metà mese sono partito per il nord, devo uscire dal Perù perché mi scadono i novanta giorni di permanenza, andrò in Ecuador, il viaggio costa poco, sulla costa si può godere di un sole estivo tutto l’anno,… ma troverò altri cuori come quelli di Daniela e Maruja?

Pamela
Pamela è una bimba di 8 anni con gli occhi dolci, tristi… la troviamo che sta perdendo sangue dal naso, la cugina dice che è la terza volta in una settimana, chiamo subito Maruja e decidiamo di portarla a fare gli esami il giorno dopo. All’indomani oltre a noi, l’accompagna il padre… ci racconta che ha una moglie da cui è separato, hanno quattro bimbi e se li sono spartiti: tre vivono con la moglie, Pamela vive con lui, così Pamela non può più vedere la mamma e nemmeno i fratelli a cui è molto legata, la situazione familiare non lo permette… la mamma ha minacciato di morte il marito se solo si dovesse avvicinare alla casa…
Il  piccolo corpicino di Pamela ne risente, soffre, soffre anche perché vede il papà stare male, povera piccola… ha perso la gioia della vita… le mancano gli affetti più cari e deve anche sostenere il papà che con una certa incoscenza pensa solo al suo male, destino di questi piccoli adulti che accudiscono genitori non cresciuti…
Però siamo fortunati, scopriamo che ha solo una bronchite, temevamo la TBC di cui era affetto il papà, anche perché lei continua a tossire… al ritorno la copriamo di coperte per la notte, calzini e altri gadget… ma la vedo sorridere solo quando riceve un peluche rosa, il colore che predilige… e un nuovo amico inatteso.

Jessica e Jacki
Jessica e Jacki sono le due bimbe che Daniela e Maruja tenevano all’hogar lo scorso anno, quest’anno sono tornate dalla mamma, oggi siamo andati a trovarle.
Come si può raccontare la disperazione e la rassegnazione? Io ci provo, ma il silenzio di queste persone se non lo incontri non lo puoi sentire.
Vivono in sei, mamma e cinque figli nella rientranza della parete di un edificio, dietro un piccolo espositore di frutta, in pratica sulla strada… ho cercato con gli occhi almeno un materasso, ho solo visto uno strato di gommapiuma lurido e dimezzato…, dormono per terra.
Quando ci vedono arrivare capiamo che sono contente ma non le vedo sorridere, … mai. Magre, denutrite, a stento trattengo le lacrime quando si stringono a Maruja, Maruja, sempre così forte, non riesce a trattenersi e anche la mamma si sfoga improvvisamente in un pianto dirompente…
La mamma è improvvisamente rimasta vedova, vende su questa stessa strada frutta e verdura ma non è certo un posto dove si può guadagnare e anche la merce che espongono sembra fare da specchio alla loro miseria… c’è però una piccola, piccola, fortuna… sono proprietari di un pezzo di terreno su cui sorge una catapecchia, andiamo a visitarlo e ci rendiamo conto che è inabitabile, (anche se loro a volte ci vivono) assomiglia alla sede di quelli che erano una volta i rottamai, gli straccivendoli.
Prima di partire procuriamo torta, hamburger e li invitiamo a pranzo con tutti noi per la domenica, dovevate vedere la faccia di Josuè (il figlio più piccolo di cui vi parlerò dopo) divorare letteralmente il pollo con patate che aveva sotto gli occhi… troppo bello…, ma come dormire tranquilli sapendoli in quelle condizioni…

Questo mese grazie a
Mariella Zanoni
Torte di compleanno, pollo con patate per la famiglia di Jessica, regali, coperte…

Missione Jessica
Prima di partire per l’Ecuador, chiamiamo un ingegnere, costruire una casa, una casa semplice alla famiglia di Jessica non è e non deve essere impossibile, il preventivo dell’ingegnere, (uomo di fiducia da anni di Daniela e Maruja)… è di circa 5.000 euro, non è molto per una casa, ma per molti qui è impossibile; certo, non una casa con i nostri standard, non sarebbe neanche giusto in un posto dove tutti vivono in una certa maniera stravolgere tutto e creare delle differenze così forti, però una casa che rispetta i loro valori e che possa accogliere le speranze di questi cuori disperati e rassegnati, si.
Allora proviamo? lanciamo la missione Jessica.
Chi vuole può contattare direttamente Daniela e Maruja, oppure me. Sono stato autorizzato a mettere on line il conto dell’associazione intestato a Daniela, potete fare direttamente il versamento. E’ molto importante che la motivazione sia: Missione Jessica perchè è un conto su cui vanno soldi anche per altri progetti e se possibile avvisatemi, così riesco ad avere il polso della situazione… Ce la faremo?

Missione Josue
Il figlio più piccolo della mamma di Jessica quando aveva due anni, lasciato solo in casa, è caduto in un secchio di acqua bollente… oggi ha 4 anni e il suo corpicino specialmente dietro, dalle spalle in giù, è tutto una piaga.
C’e’ qualcuno che sà se si puo’ fare qualcosa in Italia o all’estero per riportare la sua pelle a una normalità? Il timore è che da grande possa rimanere così, come un mostro…

Chi è particolarmente sensibile eviti di guardare le fotografie, sono le ultime tre.
(inutile ricordarvi che chi vuole vedere le foto più in grande deve cliccare sull’immagine stessa).


il conto bancario per la missione Jessica
Banca Popolare di Marostica
intestato a: Daniela Promio
CODICE IBAN : IT34Y0557260790EE0960175297

ulteriori informazioni:
Daniela e Maruja
Jr. La Concordia 265, Tablada del Lurin
Zona Antigua, Lima 35 – Perù
Tel. 0051 1 295 1528
ceprof@speedy.com.pe

roberto
roblibero@gmail.com

2 Risposte to “Marzo News, Tablada”

  1. Ivana detto

    Ciao Roby, vedo che il tuo viaggio tra gli ultimissimi è ancora in una fase nomade. Il tuo impegno quotidiano è sempre da stimolo, casomai ce ne fosse bisogno, per agire come possiamo nel mondo occidentale, spesso sordo e cieco. A Bergamo ho conosciuto tante belle persone alle quali ho girato il tuo info di oggi e che a loro volta, se lo vorranno, faranno da eco per cercare di sostenere il lavoro di Daniela e Maruja. Per quanto riguarda Josè faccio un consulto con amici e poi ti mando in via riservata alla tua mail l’esito per vedere di far qualcosa per questo bimbo.
    Per il resto ricorda che sei nel mio cuore, che penso spesso al coraggio che hai avuto di contattare una sofferenza così dolorosa e all’amore che ricevi dalle persone che incontri. Forza, il “tuo viaggio” è anche quello di messaggero per cuori inariditi e poco sensibili al bisogno dell’altro.
    Ti abbraccio forte forte. Ivana, con tutta la truppa familiare.

  2. cristina detto

    ciao roby ho letto il caso di josue, è successo lo stesso a mio cugino quando aveva quattro anni. è caduto nella vasca dell’acqua bollente ed è stato salvato in estremis dal dottor serra ai riuniti di bergamo.baci baci

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