DOVE C’E’ POVERTA’ NON C’E’ GIUSTIZIA!

pillole di volontariato in sudamerica

Archivio per marzo 2010

Il progetto del Ceprof per i bambini di Tablada: “la casa della cultura”

Pubblicato da Roberto Zanoni su marzo 14, 2010

Ceprof è l’associazione dove svolgo volontariato a Lima dal 2008, questa associazione è resa possibile dal cuore bello di Daniela e Maruja che da piu’ di 30 anni sono al servizio dei piu’ deboli in questa comunità con vari progetti; è notevole la mole di lavoro e lo sforzo quotidiano che queste due donne hanno fatto e continuano a fare in silenzio e amore, senza mai ricevere uno stipendio o altre remunerazioni (da più di 30 anni), tutti i progetti ad oggi sono stati resi possibili grazie a donazioni di enti o privati… e soprattutto grazie alla Divina Provvidenza, che non lascia mai sola i suoi figli quando trova delle anime che sono disposte a lavorare per Lei.

CEPROF GESTISCE DIVERSI PROGETTI A TABLADA DE LURIN:

- La casa della cultura (Biblioteca)

- La casa rifugio (ex Hogar Umberto Pasina)

- Poter studiare per poter vivere

- Terapie per disabili

- Aiuti alle famiglie

- Turismo solidale

- Volontariato

In questo post si parla di uno di questi progetti: “La Casa della Cultura”, frequentata oggi da più di 2oo bambini dai 6 ai quindici anni provenienti dalle famiglie povere di Tablada, venire qui per questi bambini non significa solo trovare un posto dove poter studiare e essere educati ma anche un rifugio dalla droga, dalle bande che infestano il barrio, e spesso purtroppo da un padre violento, da una famiglia che non li accudisce


volontari e professori del Ceprof 2009

Cos’è la “Casa de la Cultura” ?

La “Casa de la Cultura – Michele Mosna” è una istituzione senza scopo di lucro che lavora per i bambini di Tablada de Lurin, uno dei quartieri del Cono- Sur di Lima.  Il suo obiettivo principale è offrire ai ragazzi della comunità un adeguato spazio di studio che sia di appoggio alla loro istruzione e nel quale possano disporre di tutta la bibliografia e del materiale necessario per integrare i loro apprendimenti.

Il CEPROF, Ong che lavora a Tablada dagli anni ottanta, promuove e gestisce la Casa della Cultura che aprì per la prima volta le sue porte l’8 marzo del 2004.

Un avvenimento che non sarebbe stato possibile senza l’ apporto disinteressato di persone e di enti differenti come la Provincia Autonoma di Trento e la collaborazione dei volontari che hanno lavorato e lavorano con l’ istituzione.

Oggi il progetto ha raggiunto un buon grado di sviluppo e la Casa della Cultura è una solida istituzione apprezzata in Tablada.

Di anno in anno sono sempre più i bambini che si avvicinano alle porte della biblioteca per iscriversi e di conseguenza ogni anno lo sforzo,  l’ entusiasmo e il lavoro acquisiscono più forza e più significato.

IL PROGETTO EDUCATIVO

Quando il luogo in cui oggi si trova la“Casa de la Cultura – Michele Mosna” era solo una tettoia inutilizzata e una promessa costituita da molte idee e buone intenzioni, il progetto aveva come primo obiettivo l’offerta di uno spazio alternativo di svago e ricreazione culturale per i bambini di Tablada de Lurin. La sua finalità sociale era principalmente ricreativa e protettiva e cioè quella di attrarre la popolazione giovane di Tablada de Lurin, la più fragile e vulnerabile della nostra società, per  tenerla lontana dall’ emarginazione e dai rischi sociali delle sue strade.

Tuttavia questa idea originale subì sensibili cambiamenti da quando grazie alla mediazione dell’operatore sociale Michele Mosna e della sua  Associazione  Harambeé, la Provincia Autonoma di Trento si offrì di finanziare economicamente questa iniziativa.

La responsabilità di formalizzare il progettò portò i membri del direttivo del Ceprof a concretizzare le loro idee e a definire gli obiettivi istituzionali.

Il risultato è stata  la fondazione della “Casa de la Cultura – Michele Mosna”: uno spazio culturale simile a una biblioteca, dove i più giovani di Tablada de Lurin possono venire per studiare e svolgere i compiti scolastici con un ampio appoggio materiale, bibliografico e umano.

Con questa iniziativa il Ceprof affronta le problematiche dei molti bambini della comunità che non possono contare sull’ appoggio e sull’ assistenza necessari per la realizzazione degli studi o per la formazione completa della personalità. Questo perchè i loro genitori o i tutori famigliari, per indigenza o analfabetismo, non danno la giusta importanza all’ educazione dei più piccoli.

Una deficienza educativa che spesso si accomuna a notevoli carenze del sistema educativo statale i cui programmi didattici non si adattano alle vere necessità degli alunni e si traducono in un tasso altissimo di assenteismo e fallimento scolastico.

Questo deficit educativo, nel momento più importante della crescita del bambino, non solo provoca danni irreparabili nello sviluppo umano e intellettuale dell’individuo ma comporta anche una negazione assoluta del futuro della società.

I bambini rappresentano il futuro di un paese, di una società, di un quartiere; sono l’  arma segreta di tutti quelli che sognano di cambiare il mondo. E l’istruzione, strumento capace di esprimere tutte le potenzialità di ogni bambino, è la base più solida, più affidabile per costruire un domani migliore del presente.

L’ equipe di lavoro della Casa della Cultura, formata da assistenti specializzati in insegnamento e da collaboratori volontari, molti dei quali provenienti da paesi stranieri, si incarica di gestire l’ aula della biblioteca, di assistere i bambini durante lo svolgimento dei compiti scolastici e di attivare i diversi laboratori formativi.

A differenza di una tradizionale istituzione scolastica, la Casa della Cultura cerca di offrire un servizio umano ai bambini, in buona parte individualizzato, orientato non solo allo sviluppo delle loro capacità intellettive ma anche alla loro formazione culturale, civica e affettiva.

La relazione fra educatori e studenti si sviluppa su un livello orizzontale che ridefinisce i ruoli del classico binomio educativo e non apprezza l’  imposizione delle dinamiche di autorità e di subordinazione. I bambini rivalutati come persone e come attori coinvolti nella propria educazione, si sentono a proprio agio, sono entusiasti e, per questo motivo, sono molto più ricettivi e predisposti all’apprendimento.

Dunque la Casa della Cultura non è una scuola con frequenza obbligatoria, ma un’ istituzione che appoggia, stimola e arricchisce la formazione didattica che i bambini della comunità ricevono in altri centri specializzati. Indipendenza, onestà e entusiasmo sono le tre qualità che consentono alla biblioteca di offrire un servizio straordinario, meno rigido e formale, più creativo e umano.

In questo ambizioso contesto la Casa della Cultura incoraggia .una serie di valori e di regole di comportamento che hanno l’ obiettivo di arricchire le potenzialità peculiari di ogni bambino sia come individuo sia come membro della comunità.

Il rispetto, la pulizia, la puntualità, l’ impegno, l’igiene personale…Questi sono alcuni fra i principi indispensabili all’ integrità e allo sviluppo sociale delle persone, ma molti bambini di Tablada de Lurin non li apprezzano, li rifiutano, o semplicemente ne ignorano il significato o l’esistenza.

Dall’anno 2006 la Casa della Cultura offre ai bambini la possibilità di frequentare diversi laboratori formativi che si svolgono in sede.


Come per tutte le altre attività, la frequenza ai laboratori è opzionale e gratuita. Gli unici requisiti richiesti al bambino sono la perseveranza, l’ impegno  e il comportamento rispettoso con l’ educatore e i compagni.

I laboratori, al di là  della mera divulgazione di contenuti teorici, sono una proposta di apprendimento attraverso il gioco. Perchè il metodo più semplice di educare un bambino è proporgli l’ insegnamento come un gioco semplice e divertente.

Dunque la Casa della Cultura è una istituzione culturale poliedrica che, privilegiando la formazione sociale e intellettuale dei bambini, mantiene quasi totalmente la visione protettiva e ricreativa del progetto originario.

La nostra biblioteca è uno spazio alternativo dove i bambini vengono senza altri obblighi che non siano la costanza e il rispetto. E sono contenti di frequentarla: in alcuni casi perchè si divertono, in altri perchè sono soddisfatti per il lavoro svolto, in altri ancora perchè per un momento si dimenticano della realtà che li aspetta oltre la porta.


Pubblicato in: Senza Categoria | Lascia un commento »

 
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.